La Passione di Koopman, dialogo tra voce e viola

Ton Koopman nell’applauditissima esecuzione al teatro Ristori FOTO BRENZONI

Ton Koopman nell’applauditissima esecuzione al teatro Ristori FOTO BRENZONI

Sta tutto in quell’intimo dialogo tra la voce e la viola, il senso più profondo della “Passione secondo san Giovanni” di Bach, specie nella lettura che ne ha dato Ton Koopman, artista amatissimo dal pubblico veronese che l’altra sera al Ristori gli ha tributato prolungati applausi. Una Passione che è un lungo cullarsi nella vertigine del dolore, quasi come una berceuse, che però la fede conforta e giustifica. D’altronde il carattere intimo e raccolto della versione giovannea si adatta alle sonorità dei complessi dell’Amsterdam, con un coro intonatissimo, elegante, preciso negli intrecci contrappuntistici che non vengono esibiti sfacciatamente ed una orchestra forse un po’ troppo omogenea nelle dinamiche, ma dal suono dorato. Colpisce nella lettura di Koopman il contrasto tra uno stacco piuttosto aspro dei tempi -corali e recitativi dell’Evangelista- e l’atmosfera riflessiva, serena delle arie. Ci restituisce tutto il racconto vivido della Passione di Cristo, la cui forza, intensità emotiva, drammaticità umana e spirituale, unisce e ingloba in sé anche le numerose parti di commento e di riflessione. Crediamo che il segreto di Koopman stia tutto qui: ossia nel fare del racconto la vera e propria ossatura portante dell’intero polittico, assorbendo in essa anche le parti del commento. Di rimarchevole c’è poi la sua continua ricerca di equilibrio che non andrebbe ovviamente da nessuna parte se non avesse davanti a sé un gruppo strumentale e vocale che costituiscono una sua diretta emanazione. Non parliamo solo dell’orchestra, ma anche dei diciassette componenti del coro e di un quartetto di solisti davvero ammirevole. Fra loro l’inappuntabile tenore Tilman Lichdi, un Evangelista che si sobbarca la maggior parte degli interventi solistici, con una voce chiara e ricca in ogni ambito della tessitura, anche nella difficile aria “Ach, mein Sinn”. E il basso Klaus Mertens -collabora con Koopman ormai da anni- voce piena e rotonda dove l’affiatamento è palese negli accenti umani, quasi bonari del suo Cristo, specie del “Betrachte, meine Seel, mit ängstlichem Vergnȕgen”. Nelle parti minori, il controtenore Maarten Engeltjes ci è parso invece impari per una voce anodina, poco proiettata nell’aspra “Von den Stricken”, mentre il soprano cubano Yetzabel Arias Fernandez nel “Zerflisse, mein Herze” ha risolto in armonia con gli interventi strumentali. •

Jetzt anmelden und den Tilman Lichdi Infobrief erhalten